Come capire cosa fare nella vita grazie al counseling

Due persone in un parco

Quanto tempo passiamo a costruire percorsi inappuntabili, perfetti sulla carta? Gli studi giusti, le aspettative soddisfatte…passi fatti uno dopo l’altro come da copione.

A un certo punto, quella linearità si interrompe. Una mattina qualunque, e ci accorgiamo che le ragioni che ci hanno spinto fin qui non ci bastano più. Guardando la nostra vita, tutto appare in ordine. Allora perché ci sembra di non riconoscerci più? Perché sentiamo una distanza crescente tra ciò che siamo e ciò che facciamo?

In casi come questo, se non sai cosa vuoi dalla vita, il primo impulso è la fretta: il bisogno di trovare subito una direzione alternativa per calmare l’ansia di non sapere dove stai andando. Ecco, se ti trovi in questo spazio sospeso, vorrei invitarti a sostare con dolcezza… La confusione che provi non è un guasto da riparare. Evidentemente, hai smesso di muoverti per inerzia e hai bisogno di iniziare a fare scelte che ti somiglino davvero.

Cos’è il counseling e perché fa al caso tuo

Quando siamo impegnati a capire cosa fare nella vita, è facile cercare risposte all’esterno. Ascoltare i consigli affettuosi di chi ci vuole bene, provare ad allinearci alle aspettative della famiglia e della società o a replicare le formule “standard” più comuni, quelle che sembrano funzionare per gli altri. È una reazione naturale: nella confusione, o davanti a un bivio, la strada più lineare e sicura ci pare sempre quella percorsa da qualcun altro.

Tuttavia, le risposte capaci di riempire le nostre giornate di senso, raramente si trovano fuori. Abitano già dentro di noi, ma sono spesso nascoste sotto coltri di condizionamenti, timori e modelli che abbiamo interiorizzato e che hanno finito per scegliere al posto nostro, e per orientarci nelle scelte senza che ce ne accorgessimo.

Il counseling nasce proprio per offrirti uno spazio in cui dismettere questi pesi. Non troverai qualcuno che ti dirà quale strada intraprendere, né si tratta di un percorso clinico. È, piuttosto, un dialogo intimo, guidato e privo di giudizio, in cui imparare a riconoscere la tua voce più vera, quella che riaffiora solo quando riesci a mettere in background il rumore del mondo. Se desideri fare chiarezza sui passi del percorso, può esserti utile approfondire la figura professionale del counselor e capire come può aiutarti a ritrovare la tua bussola interiore. Insieme, cerchiamo di sciogliere nodi importanti:

Chi sono io, oggi? Cosa desidero davvero per me? Quali scelte mi appartengono e quali sto compiendo per non deludere le aspettative altrui?

È prendendosi cura di tutti questi interrogativi che il counseling ti aiuta a capire cosa fare nella vita. Non c’è niente di prescrittivo.

Non sai cosa fare della tua vita? Inizia a capire chi sei, poi cosa vuoi

Il contesto culturale in cui viviamo tende a sovrapporre l’identità personale alle tessere del mosaico professionale. Fin da quando siamo piccoli ci viene insegnato che il lavoro non è solo sostentamento, ma il biglietto da visita con cui dichiariamo il nostro valore e ci presentiamo alla società. In pratica, ci auto-definiamo attraverso la nostra professione ancor prima che con la nostra specifica umanità (inclinazioni, passioni, attitudini, interessi, che soli ci rendono le persone che siamo). È un fenomeno strutturale che i dati fotografano con estrema precisione.

Secondo l’ultimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, oltre il 60% degli italiani dichiara di vivere una profonda ansia da prestazione legata alla propria realizzazione personale e professionale, un dato che sale vertiginosamente tra i più giovani. A ciò si aggiunge il sempre più ingente fenomeno delle “Grandi Dimissioni” e dei ripensamenti di carriera: i dati dell’indagine della International Coach Federation (ICF) e dei principali osservatori sulla salute mentale nel lavoro mostrano che oltre il 40% dei professionisti che scelgono di cambiare o che si trovano in una fase di transizione non lo fa per motivi economici, ma per una crisi di senso.

La motivazione principale è la ricerca di un benessere psicologico e di una coerenza interiore che le traiettorie di vita più comuni – scontate fino a pochi anni fa – non riescono più a garantire. Non sapere cosa fare della propria vita invalida molto più di una semplice carriera: tocca il diritto di occupare il proprio spazio nel mondo e genera un profondo un senso di inadeguatezza.

Proviamo a ribaltare questa prospettiva.
Prima di chiederti cosa vuoi fare, possiamo chiederci: chi sei quando nessuno ti guarda? Quali parti di te hai trascurato per compiacere gli altri, e quale emozione ti hanno lasciato?

È chiaro che trovare una direzione non significa sfogliare un catalogo di opzioni già pronte o spuntare qualche casella nel tentativo di risolversi, ma iniziare a farsi domande e a conoscersi meglio, al di là di ciò che “sarebbe giusto” desiderare. Questa consapevolezza richiede tempo e pazienza. A volte l’immagine di noi stessi è offuscata da vecchie convinzioni o da aspirazioni che non hanno mai avuto il permesso di esprimersi.

Eppure, ogni capitolo della nostra storia ha bisogno di attenzione.

Hai tra i 20 e i 50 anni? È il momento di costruire la vita che vuoi

Gran parte dell’ansia che ci blocca deriva dalla convinzione che ogni scelta sia definitiva, un punto di non ritorno. Se avverti questo peso, forse è perché stai applicando al presente parametri che appartengono a un’epoca diversa: quella in cui sono cresciuti i tuoi genitori, o in cui tu stesso hai mosso i primi passi nel mondo adulto. Stai però trascurando il fatto che si tratta di periodi storici completamente diversi da quello che ci troviamo a vivere oggi.

Trenta o quarant’anni fa, la stabilità era una traiettoria lineare, quasi geometrica. Si imboccava un binario – negli studi, nel lavoro, nelle relazioni – e si procedeva per inerzia o per costruzione su quella stessa linea. Cambiare rotta era un’eccezione che somigliava a un fallimento. Quel modello, rigido ma prevedibile, oggi semplicemente non ha più aderenza con la realtà.

Il mercato economico ha perso la sua prevedibilità storica, il pilastro granitico rappresentato della famiglia si è disgregato e la flessibilità è diventata una necessità prima ancora che una scelta. Al tempo stesso, è cambiato radicalmente il nostro modo di stare al mondo. Oggi riconosciamo un valore inedito all’identità del singolo, ai suoi bisogni emotivi e alle sue inclinazioni personali, che non possono più essere sacrificate in nome del puro dovere. Capisci che continuare a misurare il tuo valore con la mappa di un mondo che è svanito produce solo un senso cronico di inadeguatezza? Assecondare il bisogno di cambiare percorso ti aiuterà a sentire che il terreno sotto i tuoi piedi è fluido, magmatico, che puoi muoverti liberamente.

Per capire cosa fare della tua vita, prova a fare la scelta che in questo preciso momento ti somiglia di più, tenendo sempre conto che la direzione intrapresa potrà essere rinegoziata ogniqualvolta cambierai. Cerca di vederlo come un tempo prezioso di scoperta…forse uno dei passaggi più autentici che la vita ti sta offrendo.

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Cristina Barletta Counselor
Sono counselor e tarologa professionista. Accompagno le persone attraverso percorsi di consapevolezza, all’interno di uno spazio sicuro in cui profondità e leggerezza riescono a convivere, anche quando il cammino richiede impegno.
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